Nei presepi, si sa, ci finisce di tutto : a Prato, in comune, vi è comparsa—per protesta— anche una statua di Budda, mentre un parroco di Genova vi ha collocato di sua iniziativa una moschea. E fioccano le proteste perché—anche questo è noto — il presepe è un argomento «sensibile». Una moschea ha fatto capolino anche in un presepe di una scuola cattolica veneziana e il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, non ha protestato e ai giornalisti che l’interrogavano ha dato una risposta possibilista, come a dire: può anche starci, tutto sta a vedere come e perché.
Ieri il patriarca ha confermato la sua fama di uomo che guarda lontano dedicando alla faccenda della moschea nel presepio alcune battute durante il tradizionale inconto con la stampa per gli auguri di Natale. Innanzitutto ha invitato a considerare la faccenda più ampiamente, come un segno del tempo che viviamo, nel quale la presenza nel presepe di «simboli di altre religioni, come la moschea, ci dice che noi dobbiamo fare i conti con quello che io chiamo il processo di meticciato».
L’espressione tecnica — proposta dal cardinale quattro anni addietro e che ha avuto fortuna—è «meticciato di civiltà » e sta a indicare, spiegò una volta, quell’«inedita mescolanza tra popoli» che si va attuando nella nostra epoca, alla quale Dio «sembra voler chiamare l’umanità». Essa impone la via del «confronto» come unica alternativa allo «scontro» tra le civiltà», aveva pure spiegato.

NAPOLI - La bomba di Maradona contro la testa di Lavezzi. Non è una sfida fuori dal tempo a colpi di dribbling ma un pericolosissimo gioco di fuochi pirotecnici proibiti. Veri e propri ordigni. Quello dedicato al Pocho (chiamata in dialetto «'a capa 'e Lavezzi»), in particolare, arriva a pesare anche 15 chili e a costare fino a 300 euro. Una pazzia pirotecnica che va purtroppo a solleticare, a pochi giorni dal Capodanno, la mania dei napoletani più spregiudicati (e decisamente più folli) in fatto di «giochi» di polvere pirica. «La testa di Lavezzi» - che tecnicamente rappresenta una variante del già devastante «provolone del monaco» e di altre «botte pallone» - è solo uno dei tanti micidiali fuochi illegali in vendita sottobanco nelle centinaia di baracche dei fuochi che spuntano a partire dall'inizio di dicembre nelle strade del centro storico della città partenopea. Il botto «dedicato» al Pocho circolava già l'anno scorso, ma nel 2008 con l'aumento esponenziale della popolarità dell'attaccante argentino è cresciuta anche la diffusione della «bomba». Che, tra l'altro, si può anche ricevere comodamente a casa. Nel 2007 le forze dell'ordine hanno infatti scoperto che venditori senza scrupoli consegnavano le «bombe» al domicilio dell'acquirente.
La lista dei fuochi molto pericolosi e totalmente illegali si allunga: Lavezzi è l'ultimo della serie dei botti fuorilegge «vip». Prima di lui la già citata bomba Maradona, in varie versioni, e poi la bomba Osama, Razzo Taricone, Cipolle, Bin Laden, Magnum, Bomba Tsunami, Tracchi e «rendini».
dal sito del "Corriere della Sera"