A football fan had a brush with fame when he was filmed cleaning his teeth during a football match.
The fan was captured on camera as he brushed his teeth in the middle of yesterday's crunch game between Chelsea and Manchester United.
The unidentified man was spotted with foam and a toothbrush in his mouth in the stands at Stamford Bridge.

(dailymail)
Anche noi ringraziamo la caduta del muro

Appuntamento in libreria per il popolo rossonero. Il 1 dicembre 2009 esce un libro che festeggia i 110 anni del Milan scritto da un vero tifoso malato di 'milanismo'
Bologna, 9 novembre 2009 - Esce il 1 dicembre 2009 'Milan', il libro dedicato ai 110 anni della società rossonera, ma bisogna affrettarsi in libreria. Delle 10.000 copie numerate, infatti, sono già state vendute all'asta su E-Bay le prime 100 in pelle. 600 pagine, foto d’epoca e soprattutto tanta passione in un'edizione limitata per veri amanti del ‘Diavolo’. Così come il suo autore, Cristiano Ruiu, classe 1979, telecronista per Telelombardia e inviato per il Milan con RTL 102.5 e con Radio 24. Segni particolari, milanista.
Perché questo libro sulla storia del Milan?
L’idea è nata ispirandosi ad un testo simile uscito l’anno scorso per il centenario dell’Inter che si era rivelato un successo e che si poteva replicare per i 110 anni della squadra rossonera. Quello che mancava nel libro dell’Inter, però, era il fatto che fosse stato scritto da qualcuno legato in modo stretto alla squadra, come invece è stato nel mio caso. Documentare la storia del Milan per me è stato naturale, perché la sua storia è la mia storia. Per tutto i fatti dagli anni Sessanta in poi sono riuscito ad andare praticamente a memoria, visto che a quel tempo era già nato il mio ‘milanismo’ sugli spalti. Sicuramente devo ringraziare per la collaborazione Carlo Pellegatti, con cui ho iniziato anche a Telelombardia. E’ il mio primo libro ed è proprio quello che avrei sempre voluto scrivere.
Un lavoro impegnativo ricostruire più di un secolo di storia.
Ho cominciato verso fine aprile e in effetti ho sacrificato molta parte delle vacanze estive, ma non è stato difficile, perché avevo tutto in mente, mi sono dovuto documentare soprattutto sugli inizi del secolo. E’ stato appassionante la fase delle ricerche, come quando sono riuscito anche a trovare nel cimitero monumentale a Milano la tomba di Kilpin. Davvero emozionante.
Qual è la parte di questo libro che senti più tua, o che ti ha particolarmente appassionato?
Forse una sezione che non era prevista inizialmente e che ho proposto di inserire io, cioè quella legata alla curva. Per me la tifoseria del Milan è la più bella e ho voluto ricostruire un pezzetto della sua storia. Mi piace considerare, infatti, il tifoso e la società come una famiglia allargata, anzi credo che questa sia proprio una peculiarità della società milanista. In più trovo particolarmente significativo il ciclo che va dal ritiro di Cesare Maldini, cui subentra Gianni Rivera, che passa il testimone a Franco Baresi, e che si chiude con Paolo Maldini. C’è un fil rouge fra le due generazioni Maldini assolutamente unico e una continuità simbolica fra i giocatori che non si trova in altre squadre.
A proposito di tifosi e di Paolo Maldini, lo scorso maggio si presentò quello spiacevole episodio di contestazione proprio da parte della curva per l’ultima partita del capitano.
In realtà non si è mai trattata di una vera e propria contestazione. Io ero allo stadio e ricordo che c’erano migliaia di persone in delirio per festeggiare Maldini. E’stata un’iniziativa solo di una piccola parte, espressione di un rapporto mal riuscito di pochi e, forse, una manifestazione di eccessivo amore nei suoi confronti. Detto questo, devo ammettere che anch’io, personalmente, ritengo che il vero‘capitano’ sia Baresi. E’ il simbolo del Milan che era ad un passo dal fallimento, è una sintesi della storia del Milan. E’ il vero milanista del secolo, la trasposizione dell’orgoglio rossonero.
L’introduzione del tuo libro è scritto da Silvio Berlusconi, presidente del Milan dal 1986. Qualche giorno fa ha detto che sarebbe pronto a cedere la società solo se si facesse avanti qualcuno che potesse fare meglio di lui. Quanto si identifica la società nel suo presidente e che cosa è, cambiato, davvero, dal momento del suo arrivo?
Berlusconi ha rivoluzionato la storia del Milan, ha ereditato una squadra malconcia, una squadretta, e l’ha resa la più grande del mondo. A chi lo accusa di avere perso interesse negli ultimi anni rispondo che bisogna considerare quello che ha dato nella sua completezza. E’ la prima volta che Berlusconi prende in considerazione l’ipotesi di cedere il Milan e, francamente, non so chi potrebbe raccogliere il testimone. Non ci sarà mai lo stesso rapporto viscerale che ha lui con la società. Preferisco vincere di meno con lui che avere una squadra in mano ad altri per le sole ragioni di business e non quelle di cuore.
Hai in mente qualche momento particolare che riguarda Silvio Berlusconi e che hai trattato nel libro?
Ho soprattutto un ricordo personale. Era il 1989 dopo la vittoria a Tokyo della Coppa Intercontinentale. Partecipai ai festeggiamenti durante una trasmissione in cui era stato invitato il presidente, che mi fece un autografo. “A Cristiano, piccolo milanista”. Lo conservo ancora.
Spaziando nel web, si incontrano tanti blog e siti che riportano aneddoti o situazioni divertenti che vedono protagonisti i giocatori milanisti. Ne hai qualcuno da rivelare?
Il mio è per lo più un libro storico e quindi c’è meno spazio per questo aspetto, però mi è piaciuto molto ricostruire il clima di tensione che serpeggiava nell’inverno dell’86, quando eravamo ad un passo dal fallimento. Tra l’altro fu un momento significativo anche per la mia storia personale. Era il mio compleanno, il 19 febbraio, e andai alla mia prima partita, Milan - Sampdoria, che finì 2 a 2. Pochi giorni dopo, Berlusconi diventò presidente.
Sei davvero un ‘predestinato milanista’.
Esiste davvero un filo rosso fra me e la squadra e, a proposito di aneddoti, ce n’è uno davvero incredibile, quello della ‘maledizione dei quarantaquattro anni’. Bisogna risalire al 1908, quando una parte dei consiglieri si staccò dalla società per fondare l’Inter. Nella discussione si disse che il Milan non avrebbe vinto scudetti per quanti soci se ne fossero andati. Se ne staccarono quarantaquattro e, in effetti, così fu.
(quotidiano.net)
Britain's new WBA heavyweight champion David Haye wants to treat fans to two London title defences in 2010.
Britain's new WBA heavyweight champion David Haye wants to treat fans to two London title defences in 2010.
The O2 Arena in Greenwich, near to where he grew up in Bermondsey, is believed to be a leading venue to host a fight against American John Ruiz.
"We have options for some big places, but negotiations have to happen," the 29-year-old Haye told BBC Sport.
And manager Adam Booth says talks will take place over fighting one of the Klitschko brothers at Wembley Stadium.
Londoner Haye is a Millwall football fan and the club's New Den ground is also thought to be a potential option for his first title defence against Ruiz.

England soccer captain's father is caught on film selling cocaine
The father of England football captain John Terry has been caught supplying cocaine in a bar.
Ted Terry, whose son earns £160,000 a week, was secretly filmed arranging to pass on the class A drug to an undercover reporter.
He agreed to hand over three grams from his regular supplier at a price of £120 - provided he received an additional £40 to buy a gram for himself.


(dailymail)